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Un souvenir…d’Amore
Foto delle Dedicazione della Basilica (8 maggio)
Basilica di S. Cecilia in Trastevere
Note storico-culturali-artistiche
Siamo nel cuore di Roma, nel rione Trastevere. Qui, nel 230 d.C., fu martirizzata S. Cecilia.
La Basilica di S. Cecilia è stata costruita, attraverso vari
rifacimenti e aggiunte nel corso dei secoli, sopra i resti della casa
della martire. L’origine di tale edificio è singolare.
Secondo una leggenda, Papa Pasquale I ebbe una apparizione da parte
della Santa che gli indicò il punto esatto dove era conservato
il suo corpo, il quale non era più stato ritrovato. Il primo
nucleo della basilica fu dunque eretto nel IX° secolo d.C. voluto
da Papa Pasquale I, subito dopo il ritrovamento del corpo della Santa
nelle catacombe di S. Callisto. Tra il XII° e XIII° secolo fu
aggiunta la costruzione del chiostro, dell’atrio e del campanile.
Nel 1599 il cardinale Paolo Emilio Sfrondati fece riesumare il corpo di
S. Cecilia, che fu ritrovato in ottimo stato di conservazione, e
incaricò Stefano Maderno di fare una statua in marmo
riproducendo l’esatta posizione in cui fu ritrovato il corpo
della Santa. Tra il XVI° e il XVIII° secolo, furono svolti vari
lavori di restauro, e nel XVIII° secolo fu costruita, per volere di
due cardinali, Giacomo Doria e Troiano Acquaviva, il portico
monumentale ad opera di Ferdinando Fuga, che immette nell’atrio
della basilica di S. Cecilia.
Alcune tra le opere principali da evidenziare all’interno della
Basilica sono: la scultura già citata di Maderno che rappresenta
il corpo della Santa, il ciborio di Arnolfo di Cambio, il
“Giudizio Universale” di Pietro Cavallini, un mosaico nel
catino del IX secolo che rappresenta Gesù benedicente, i Santi
Pietro e Paolo, Cecilia, Pasquale I con il nimbo quadrato che ne
attesta la condizione di vivente al momento della realizzazione del
mosaico, Valeriano, Agata; e l’affresco della volta di Sebastiano
Conca “L’apoteosi di S. Cecilia” .
L’originale complesso monastico, in seguito agli eventi anche
ecclesiastici del 1800, fu ridotto e la parte residua fu tagliata in
due. Attualmente, a destra guardando la basilica c’è un
convento di suore francescane missionarie, e a sinistra il monastero
delle benedettine.
Al centro del cortile vi è un “cantharus”, un grande vaso romano.
Chi era S. Cecilia?
Cecilia era una donna cristiana, ricca e nobile, sensibile alle
necessità dei poveri, che aveva deciso di donarsi interamente,
offrendo anche la sua verginità, a Dio. Cecilia fu data in sposa
a un uomo di nome Valeriano, e a questo proposito un episodio della sua
vita è all’origine della sua fama di patrona dei
musicisti: si narra che, mentre ella andava in sposa a Valeriano, e
mentre si sentivano suonare gli strumenti musicali, il giorno delle sue
nozze, ella nel suo cuore cantava d’amore solo per il Signore.
Cecilia comunicò con coraggio a Valeriano che aveva preso la
decisione di essere vergine per il Signore, e gli testimoniò la
sua fede nel Dio che amava, aiutandolo così a convertirsi al
Cristianesimo, e con lui il fratello di Valeriano Tiburzio. Fu per
questo martirizzata probabilmente durante la violenta persecuzione di
Diocleziano nella seconda metà del III secolo, nei luoghi
sotterranei della chiesa di S. Cecilia: i suoi carnefici provarono
prima a farla morire nel calidarium, un ambiente con vapori bollenti,
ma rimase viva; allora fu decisa per lei la decapitazione, e anche in
questo caso visse un lungo supplizio perché fu colpita tre volte
sul collo, rimase viva ancora tre giorni, e pur non potendo parlare
indicò con le dita della mano la S. Trinità, il Dio Uno e
Trino, dettaglio che Maderno ha riprodotto anche nella statua marmorea.
La carità è anche ….cantare col cuore e con la vita
Cara S. Cecilia, qual è questo Amore così forte per il
quale hai deciso di “cantare” con il tuo cuore e con tutta
la vita? Un Amore al quale ti sei affidata e donata anche in situazioni
dove ti si chiedeva altro, altro da ciò che avevi deciso? Hai
creduto a quell’Amore anche quando hai deciso di essere sincera
con tuo marito, Valeriano, e con tuo cognato, Tiburzio, e hai voluto
esprimergli, anche con le parole, l’importanza e la bellezza di
quell’Amore di Dio per il quale il tuo cuore
“cantava” e viveva di gioia e di fiducia. Hai capito e
creduto che tutto ciò che possedevi, anche la tua casa, non era
una ricchezza da tenere stretta solo per te, perché così
le ricchezze addormentano il cuore, ma hai aperto il tuo cuore e la tua
casa ai poveri, a coloro che arrivavano da tante parti smarriti,
affamati, soli, senza un tetto sotto il quale dormire, e con tuo marito
hai dato ancora più concretezza a quell’Amore che ti dava
talmente tanta gioia da desiderare di viverlo anche con gli altri,
anche con gli emarginati e i bisognosi. Cara Cecilia, hai accolto nella
tua casa i poveri con vero amore, donando con tutto il tuo cuore a
tutti non la pietà veloce e fredda che serve più a
sottolineare le distanze tra le persone, ma la carità che
“canta” d’Amore,che prende a cuore le situazioni, che
si sporca le mani per far stare meglio tutti, con umiltà e
gioia. Hai reso davvero la tua famiglia e la tua casa una chiesa
domestica viva, reale. L’Amore di Dio ti ha seguito, ti ha
circondata, anche quando chi non ti capiva, chi odiava la tua gioia e
il tuo amore, ti ha voluto uccidere. Quanto bello e grande è
questo Amore che ti dà la forza e la fiducia di crederGli e
rimanere tra le Sue braccia anche tra mille vapori bollenti, rinchiusa
ma libera nel cuore, nell’anima, che ti ha donato la forza serena
per il martirio della decapitazione, e anche “mentre”
vivevi quel martirio ingiusto hai amato tenacemente, con la
creatività di continuare a testimoniare la Verità e la
grandezza di quell’Amore, non più con le parole ma con le
dita delle tue mani! Capisco che è un Amore particolare, un Dio
che non ti molla, che ti ridà forza e serenità in
qualsiasi situazione. E io, che per molto meno mi scoraggio, smetto di
credere all’Amore, e “copro” con la sfiducia il
“canto”, la gioia che il mio cuore vorrebbe cantare, ti
chiedo di essermi vicina, in ogni situazione, e di testimoniarmi,
ancora, con tutta te stessa, la Bellezza e la Gioia che Dio fa
sperimentare a chi accetta e sceglie di “cantare” per Lui
con tutta la sua vita.
Una proposta, se vuoi, di preghiera….
Tutti, in un modo o nell’altro facciamo fatica a volte a essere
sinceri, esprimerci con tutto noi stessi, e a volte crediamo più
allo scoraggiamento soprattutto in situazioni di dolore. Non sei solo.
Dio ti circonda di Amore, e insieme a te, ci sono persone che sono
disponibili a pregare con te. Prova a ripensare uno o più
episodi della tua vita nel quale hai sperimentato che è bello e
dà gioia esprimere amore, e credere in Dio. E dai a Dio la tua
fatica nel crederGli, la tua fatica nel coltivare un cuore gioioso in
alcuni momenti della tua vita. Ti aspettiamo, se vuoi, in basilica per
un momento di preghiera e scambio insieme, e quando sarai a casa, nel
tuo Paese, sentiti in comunione con Dio e con tutti
noi….l’Amore ti circonda! E …se non te la
senti…l’Amore ti circonda sempre e comunque!
La carità è…. testimonianza di Amore ricevuto e donato
Il nostro cammino in questa Roma cristiana ci porta a incontrare
edifici, monumenti, opere d’arte che ci testimoniano la vita di
persone, come S. Cecilia, che si sono lasciate amare da Dio e hanno
amato, realizzando davvero la loro vita. In questa stessa Roma, esiste
ancora oggi in tanti luoghi della città una Chiesa che
testimonia la carità come Amore ricevuto e donato, una Chiesa
fatta di persone che credono più alla possibilità di
amare, di cambiare, di ricominciare, piuttosto che allo scoraggiamento.
C’è più Amore concreto in giro di quanto pensiamo!
Se vuoi, hai oggi la possibilità di incontrare e conoscere
alcune realtà e persone, testimoni di questo Amore che vivono
nella loro vita e che sperimentano concretamente, ogni giorno. Per
conoscere Roma in un modo ancora più bello…