La preghiera, che, in ogni religione, l'uomo innalza a Dio, nel desiderio di unirsi a Lui, invocandolo perché intervenga nella storia, diventa, nel cristianesimo, dialogo della comunità ecclesiale con il Padre, per Cristo, nello Spirito Santo.
Le monache, mentre tendono alla conversione di se stesse a Dio, secondo il precetto evangelico, vogliono farsi interpreti del sacrificio e delle sofferenze fisiche e morali, delle fatiche e delle speranze della Chiesa in cui è inserito vitalmente il monastero.
Di giorno, nell'ora in cui molti fratelli sono al lavoro; di notte, nell'ora in cui altri fratelli stanno riposando o si stanno divertendo o stanno alienandosi, le monache fatte voce delle loro esigenze e dei loro problemi, chiedono aiuto al Signore, implorano la sua benedizione, Gli rendono grazie, cantano la Sua gloria, unendo tutto ciò all'offerta che Cristo fa di sé, divenendo con Lui preghiera che, per mezzo di Lui, è rivolta al Padre nello Spirito.
Facendosi coinvolgere sino in fondo dagli avvenimenti che incidono radicalmente sulla vita del proprio Paese e del mondo intero, si sforzano di comprendere alla luce di Dio il destino dell'umanità.

 

LITURGIA

 

La liturgia delle ore ritma l'intero corso della giornata monastica: dalle Lodi “al primo albeggiare” (RB 8, 4) canto alla Resurrezione del Signore, risveglio di tutto il creato; a Terza in cui si fa memoria della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli riuniti in preghiera (cfr At 2, 1-4 sgg), ma anche della croce che ci salva (cfr Mc 15, 24 sgg); a Sesta in cui al riposo di Gesù presso il pozzo di Giacobbe corrisponde l'annuncio della salvezza per tutti i popoli, donato alla samaritana (cfr Gv 4, 5-29) e rivelato poi a Pietro in un misterioso sogno nel pieno meriggio (cfr At 10, 9-10 sgg); a Nona in cui la memoria della morte di Gesù è relazionata alla guarigione dello storpio nel nome del Crocifisso risorto (cfr At 3, 1-10): a Vespro quando al calar del sole, emerge la luce di Cristo Salvatore, vincitore di ogni notte del mondo; a Compieta, ultima preghiera del giorno, in cui si riflette sul vissuto quotidiano; infine alle Vigilie, preghiera notturna, sulla scia del salmista che, inneggiando al Signore, proclamava: “nel cuore della notte mi alzo a renderti lode" (Sl 118, 62; cfr RB 16,4).

La Comunità benedettina del Monastero di S. Cecilia in Trastevere celebra quotidianamente la Liturgia delle Ore nella omonima Basilica.  

Principali momenti di preghiera in Basilica:

ORARIO FERIALE
ORARIO FESTIVO

ore 6,45 Lodi
ore 7,20 S. Messa
ore 13,00 Sesta
ore 19,15 Vespro

ore 7,15 Lodi (ore 8.00 Solennità)
ore 8,30 Terza
ore 10,00 Celebrazione eucaristica conventuale
ore 13,00 Sesta
ore 19,15 Vespro

 

LECTIO DIVINA

Lectio Divina è una lettura di Dio, intendendo “di Dio” in senso sia soggettivo che oggettivo.
Cristo Gesù, il Figlio di Dio, incarnandosi ha assunto la nostra natura umana e ci ha così rivelato il mistero inaccessibile ed eterno. Dio si è fatto leggere . E ancora si fa leggere, si apre come un libro ai nostri occhi, si rivela nella Parola, nei fratelli, negli eventi, nella natura... La Lectio Divina è lo sguardo dell'uomo rinnovato dallo Spirito, che vede nella Parola, nei fratelli, negli eventi, nella natura...il mistero di Cristo Gesù, nato, morto e risorto per la salvezza del mondo.

Le monache di Santa Cecilia, ogni mercoledì, alle ore 18.15, condividono, all'interno del monastero, la Lectio Divina comunitaria con chiunque voglia parteciparvi.